Ho solo colori e maschere di burattini falliti
Ho solo colori, la mia tavolozza ne è piena: sono crudi e vivaci
perchè la vita vera non è fatta di sfumature
è limpida e trasparente
o tenebrosa e funerea
Ho solo una ricca tavolozza perchè è la mia anima a richiederlo
ho sangue e gocce di memoria
ci sono catene e lacci stretti
che cingono e lacerano, piegando il mio corpo
Ma ho colori, ed essi mi aiutano a volare
la rosa mi chiama ed io rispondo:
il fuoco divampa,
così il mio occhio ribelle sul mondo
Una tavolozza,una tela e tutti i colori
perchè il miracolo sia compiuto

 

I tipi di soggetto che mi attraggono maggiormente sono i paesaggi inondati di luce, soprattutto là dove l’acqua riflette le immagini circostanti e i colori del cielo. Mi piacciono molto, nella natura, anche gli effetti scenografici dei tramonti, delle nuvole e dei campi battuti dal vento, ma nella pittura preferisco trasferire il sentimento di calma che mi pervade quando dipingo, e il senso di sospensione del tempo che provo di fronte agli aspetti immutabili del mondo naturale.

Mi capita poi di provare una specie di gioia nel manipolare i colori (a olio o ad acqua che siano) e di sorpresa nello scoprire i risultati della pittura, sempre molto diversi dall’ immagine mentale che mi ero fatta all’ inizio. Accade così che, partendo da un’emozione che mi spinge a prendere in mano i pennelli, ne trovo alla fine un’ altra , almeno in parte diversa, nel guardare il quadro finito.

Dipingere diventa perciò una specie di viaggio dentro me stessa, in un labirinto di cui normalmente percepisco a mala pena l’ esistenza.

A chi volesse iniziare a dipingere direi che il punto di partenza fondamentale è non guardare al risultato. Il foglio o la tela bianchi fanno paura : “Da dove comincio? Dove va questa linea? Che colori impiego? Cosa succederà?”

Ecco, lasciar perdere tutte queste domande e pensare: “sono qui per passare un’ ora piacevole con questa carta , questi colori e questa musica (si consiglia vivamente di mettere su un buon cd)”.

Tutto il resto conta poco.

Se poi volete impratichirvi col disegno, un testo ottimo che fornisce esercizi “anomali” ed estremamente utili è il ben noto “Disegnare con la parte destra del cervello” di Betty Edwards.

Buon lavoro!

I falsi d’autore

Copiare un quadro di un autore famoso è un’ esperienza affascinante, perché conduce a guardare il soggetto attraverso l’immagine che lui ne ha dato, ossia attraverso la sua interpretazione; costringe poi a scegliere i suoi colori, a scoprirne la finezza, a entrare nella sua sensibilità.

Là dove tu te la caveresti con quattro pennellate scopri che il magico autore, se è un impressionista, ha usato una miriade di piccoli tocchi di sfumature diverse, o, se è più antico, una serie di velature irriproducibili che danno caratteristici effetti traslucidi nei passaggi luce – ombra o colori caldi – colori freddi.

Tentare di riprodurre quadri famosi (è pur sempre solo un tentativo!) è talvolta un lavoro faticoso e lungo, ma, per chi voglia imparare, un esercizio di grande utilità …anche perché quanti potrebbero altrimenti permettersi di tenersi un Monet o un Kandinsky in casa?

 

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Irene Coppo - Novembre 2003 ©